Ciao Sara, raccontaci come è nata la collezione “Le amiche di Freya” e cosa rappresenta per te e per la tua famiglia. 

Tutto ebbe inizio in una sera di fine estate di otto anni fa,  ad Olbia, mentre illustravo a mia figlia Freya una principessa delle favole e mi accorsi che le illustrazioni e il racconto ricordavano le miei origini. Nella mia città di origine, Aarhus, sorge la residenza estiva della regina Margherita II di Danimarca: la sua presenza è annunciata dalla bandiera issata in cima al tetto del palazzo, dalla guardia del Corpo Reale in alta uniforme e dalle grandiose e indimenticabili parate in costume: un’ attrazione soprattutto per i bambini perché evocano un’atmosfere fiabesca. In quella sera cercavo di trasferire a mia figlia il mio immaginario da bambina: le belle principesse che danzavano, i vestiti sfavillanti, i colori, il palazzo . Insieme a Gianni, il papà di Freya che conosce benissimo il mio mondo, le figure sono diventate disegni su tela come vere e proprie opere d’ arte e nasce così la galleria dei ritratti delle principesse “Le Amiche di Freya”.

È anche una storia che parla di famiglia e di due culture diverse che vivono nell’ artista. Dimmi di più.

Il nostro fare arte è soprattutto la ricerca del dato fantastico per parlare ai bambini. Da quando siamo diventati genitori il nostro sguardo sull’ arte è rivolto al figurativo in grado di favorire la comprensione dei più piccoli. Per la nostra Freya creiamo qualcosa che attraverso i disegni  scaldano il cuore. Nostra figlia vive nell’arte se penso a tutti i quadri appesi in casa realizzati con la tecnica classica Fiorentina che raccontano mille storie, dalle più antiche leggende ai fatti contemporanei. Abituare dunque la bambina al bello e a porsi delle domande su quanto la circonda. Le principesse del mondo nordico sono state le prime ad essere raffigurate,  ma vivendo in Sardegna e amando quest’isola, le donne in costume sardo sono apparse subito dopo nella mia collezione dei dipinti e a seguire le donne vestite alla moda, altra mia grande passione.

Chi è la donna sarda oggi per Sara Bachmann?

La donna Sarda vera? E’ una donna consapevole, vincente, determinata. Non è una sognatrice, una visionaria, sa perfettamente cosa vuole e vive per realizzare i suoi sogni. La donna sarda è fortunata perché vive in un’ isola affascinante e ricca di tesori e mi riferisco ai costumi, alle tradizioni ereditate dalle nonne . Io ho avuto la fortuna di indossare alcuni abiti sardi e ho capito solo toccando con mano il grande valore.

Il rapporto tra le amiche di Freya e la moda?

È un rapporto di grandi e gioiose amicizie. Dopo i miei studi alla Rudolf Steiner School sono approdata a Firenze  per imparare l’ amata lingua italiana, dovevo stare in Italia solo per pochi mesi, ma presto ho conosciuto l’ architetto Gianni. Decisa a rimanere in Italia e dopo aver ottenuta una borsa di studio dallo stato danese, ho frequentato la Fondazione Il Bisonte, una scuola internazionale per l’ arte grafica e ho concluso gli studi all’ Accademia di belle Arti con una tesi dedicata al rapporto tra l’ arte e la moda.

Nel frattempo lavoravo come modella e successivamente ho acceso la mia creatività realizzando bijoux in vetro svedese che una piccola boutique rivendeva in centro. In seguito ho avuto l’ occasione di conoscere  operatori della moda del lusso made in Italy che mi hanno portato a rappresentare il loro stile al Pitti Immagine, a Parigi, a Barcellona e a Roma .

Decisi a vivere in Sardegna, con Gianni abbiamo ricercato la complicità con artisti e fashion designers sardi per continuare a coltivare le nostre passioni . Le mie mostre si distinguono perché rappresento io stessa il dipinto e il concetto che desidero esprimere attraverso un abito, degli accessori, un particolare allestimento della scena e alle volte posiamo tutto insieme; io, Gianni e Freya e l’opera si anima, diventa un’installazione vivente. Mentre la collezione dei dipinti cresceva, arrivavano i primi invitati per le Mostre e io sono davvero grata e felicissima.

Oltre ai dipinti, su quali altri oggetti disegni? 

Come accennato ho sempre avuto la passione per i bijoux, ed è stato naturale riportare le immagini che rappresento in pittura nei cabochon che utilizzo per collane, orecchini, bracciali con charms e anelli. Utilizzo acciaio, argento e altri metalli, ma anche sete prodotte in Italia, vetri e pietre dure per le applicazioni. Per alcuni lavori specifici, collaboro con alcuni orafi e quando ho tempo realizzo dei veri piccoli dipinti da indossare, pezzi unici.