Il Giappone e la Sardegna. La profonda conoscenza dell’artigianato sardo e delle tecniche handmade tramandate da generazioni. Il dettaglio. La sperimentazione. Il coraggio.

Giorgia Bistrusso, Designer

La forte personalità delle borse firmate Bistrusso, la sorprendente creatività della Designer  Giorgia Bistrusso. Terminati gli studi di Fashion Design a Firenze, Giorgia collabora con diversi e noti fashion brands, esperienze che risvegliano in lei il desiderio di rientrare nella sua amata Sardegna  e di fondare nel 2010 il marchio BISTRUSSO. Sperimenta il sughero nelle prime clutch bags realizzate con cura dalle sapienti mani degli artigiani di tutta la Sardegna, il marchio è riconoscibile per la forte unione fra tradizione e innovazione. 

 

 

Recensita da Vogue, Grazia, Style, Elle. Selezionata per il Fashion Hub organizzato da Alta Roma insieme ad altri 100 designer che hanno presentato pezzi unici delle proprie collezioni, citata tra i migliori 50 designer al mondo nell’ambito del concorso Young Vision Accessories Award 2014 ideato da Vogue. Hai avuto modo di confrontarti ed essere confrontata con tanti stilisti del panorama italiano e non solo. Provenire da una terra come la nostra, quanto fortifica e quanto penalizza?

Vivere in un’isola come la nostra non facilita i rapporti con la moda. Ho cercato di creare un ponte tra la Sardegna, Milano e Parigi . La distanza è certamente un limite ma è un limite nostro e si può superare impegnandosi di piu’per seguire il proprio percorso ed è questo probabilmente a renderti piu’ forte .

In più occasioni ricordi da dove vieni e come sei cresciuta. In diverse interviste hai descritto minuziosamente ricordi e luoghi vissuti.  “I miei primi lavoretti sono iniziati scrutando mia nonna che cuciva e le persone creative che mi circondavano. In me è sempre viva l’immagine di donne forti, dei dolci fatti in casa che sembravano ricamati, di telai in azione e di passeggiate in mezzo alla natura. Stradine e silenzi del paesino d’origine di mia madre. E i colori della mia città: Cagliari, con i bastioni e il suo meraviglioso  porto” CIT. Sardegna Ricerche.

La storia, la tradizione è intrinseca nel tuo essere . Qual è il rapporto tra tradizione e innovazione?

Sono affascinata dal nostro artigianato,  il mio punto di partenza e poi accade che un’emozione, una sensazione, una foto, una conoscenza mi suggerisca cosa voglio trasmettere e inizio a lavorare sull’idea che inevitabilmente stravolgo e ricompongo per concentrarmi infine sul dettaglio. È un fattore emozionale. Non mi fermo mai, neanche quando il lavoro è finito, continuo ad osservare e perfezionare. È molto piu’ difficile sintetizzare che aggiungere. Ho ricevuto una proposta per spostare la produzione in Francia e l’ho  rifiutata. La Sardegna prima di tutto è fonte di ispirazione per me. Gli artigiani che lavorano con me dislocati in piu’ aree della Sardegna, sono il mio punto di forza, il valore delle mie idee e conservare l’identità in questo settore è fondamentale. 

Foto di Antonio Pintus

Una Collezione ispirata al Giappone. Il tuo legame con l’Oriente.

Molte delle mie creazioni sono ispirate al mondo asiatico e alcune ne prendono perfino il nome. L’Oriente è sempre stata una grande fonte di ispirazione per me, è una parte del mondo che paradossalmente è molto vicina alla Sardegna e ai sardi per cultura e personalità. Fin da piccola ho custodito l’amore per il Giappone e attraverso i libri ho approfondito l’arte, il cinema, la storia e sono totalmente affasciata dalle immagini della natura .

Foto di Juarez Corso

 

 

Attualmente quali sono i tuoi mercati di riferimento?

La Costa Smeralda, espongo qualche pezzo nella Catena Delphina Hotel, nella Galleria d’arte moderna a Singapore, in alcuni store in penisola accuratamente selezionati e accolgo direttamente i privati su appuntamento nel mio Atelier a Cagliari.

Foto di Antonio Pintus

Bistrusso tra 10 anni?

Ho tanti sogni. Mi piacerebbe approfondire il mondo Bistrusso che non è pensato solo per gli accessori, adoro l’arredamento e tutto ciò che compone un outfit. Spero di continuare in questo settore e alimentarmi di esperienze interessanti con persone e mondi diversi, seguire i ragazzi dello Ied perchè quando insegno mi ricarico. Ho imparato dalla sofferenza e vorrei avere ancora piu’ coraggio perché  nel perseguire i sogni non si sbaglia mai.