Editoriale a cura di Massimo Costa, Segretario Generale Assomoda

 

 

 

 

Ricordiamo tutti l’antico negozio plurimarca, pensato e finalizzato ad una clientela essenzialmente locale. Direi che sta esaurendo il suo ruolo.
Al suo posto sta nascendo una nuova tipologia di multibrand, che si propone solo in parte come spazio di vendita, anche perché lo shopping tradizionale è fortemente in calo, ma tende a farsi apprezzare anche come showroom per l brand più conosciuti.
E’ noto come le griffes abbiano di fatto standardizzato il c.d parallelo, ma oggi soprattutto i brand del lusso, stanno integrando il punto vendita in strategie omnichannel, con esiti prograssivamente premianti.

 

I brand che primeggiano nelle classifiche basate sul fatturato sono prevalentemente realtà che hanno affiancato alla struttura fisica anche un’importante piattaforma online. Diversi casi testimoniano quanto sia fondamentale la strategia che punta sull’omnicanalità.
Questo perché sono brand che hanno capito come sia indispensabile per il retail fisico evolversi in sinergia con l’online, fino ad arrivare ad un unico punto vendita dove convivono, integrandosi vicendevolmente, i due aspetti: fisico e virtuale.
Attenzione però: questo non equivale a dir che sia venuto meno il ruolo della location e, anzi, proprio nell’ambito della moda gli store fisici rimangono determinanti nelle strategie del brand.
Dedicheremo altro articolo all’uso del temporary store nelle strategie di sviluppo commerciale.
Qui basta evidenziare che se il negozio può avere maggiori limiti di assortimento, e di potenzialità comunicativa, rispetto all’online, esso però può mettere in campo la sua precisa connotazione territoriale e, soprattutto, la sue capacità di “emozionare”. Ma sulle emozioni , e su altri aspetti oggi decisivi nel marketing, ci soffermeremo in un’altra occasione.