Eletto come migliore Maître Chocolatier a soli 34 anni in occasione del Sigep 2018, ha rappresentato il nostro Paese al World Chocolate Masters di Cacao a Parigi dedicato all’arte del cioccolato mondiale. Un sogno che si avvera per Maurizio che lavora nel settore dall’età di 14 anni e ha imparato dai pasticcieri locali l’artigianalitá e tutti i trucchi del mestiere. Oggi, impegnato in diverse competizioni, lavora per celebri occasioni: ultima la dimostrazione sulla lavorazione del cioccolato nella sala Vip della Società del Milan mentre si svolgeva la partita Milan-Napoli, Maurizio si è esibito in diretta Instagram ripreso dall’account della Società da più di 6 milioni di followers.

Ciao Maurizio, io sono una golosa di cioccolato, te lo diranno tutti suppongo, ma la mia è una vera dipendenza quindi la prima domanda per te è questa: cosa si prova a lavorare con l’ingrediente più buono del mondo?

Io sono un tecnico prima di tutto e vado oltre l’immaginario comune che si associa quasi esclusivamente alla soddisfazione del palato. Per me il cioccolato è materia da trasformare e il mio obiettivo è coinvolgere più sensi: vista, olfatto e gusto.

Al cioccolato si affianca spesso l’aggettivo “antico” (antica cioccolatiera, antichi sapori ecc.. Cosa è cambiato negli anni nel settore della pasticceria? L’innovazione è percepita dai clienti?

L’aggettivo “antico” è efficace perché conferisce tranquillità, ci riporta alla tradizione, ai prodotti di una volta insomma. Il “nuovo” incuriosisce e spaventa. Io e il mio team tutt’oggi impariamo dalla pasticceria francesce, ci confrontiamo sia per l’innovazione, sia per studiare metodi di promozione vincenti. In Francia sono dei fenomeni anche con il marketing. In Italia siamo superiori per le varietà di gusti e sapori presenti e che si modificano perfino tra una città e l’altra della stessa regione. È un qualcosa di unico.

Come gestisci il tuo lavoro e la tua partecipazione alle grandi competizioni del settore? 

Sono sempre in giro per l’Italia e per il mondo soprattutto tra Natale e Pasqua. Viaggio davvero tantissimo sia per lavorare su richiesta dei clienti, sia per partecipare alle competizioni.

Come ti prepari per partecipare alle grandi competizioni del settore e per vincere? 

Ci sono grossi investimenti di tempo e denaro. Per stupire i giudici devi essere perfetto e per vincere devi allenarti tantissimo simulando ogni giorno la gara. Una volta scelta la scultura da realizzare la provo e riprovo fino a raggiungere la perfezione. La  Pasticceria è scienza, non ti puoi improvvisare. Oggi la TV e i media mostrano che si può raggiungere il successo dopo aver vinto un concorso e diventi così un bravo pasticciere. Oltre alle tecniche di base che sono importantissime, è necessario studiare tantissimo. Il mio percorso professionale è continuamente rinnovato con i corsi di aggiornamento e dietro ogni lavoro commissionato ci sono tanti sacrifici anche fisici perché metti alla prova il fisico e la mente a causa degli orari impossibili, le tante ore di lavoro che devono essere affrontate con un’alta concentrazione.

Per le tue creazioni di cioccolato trovi ispirazione anche dalla Sardegna?

Mi piace rivisitare la tradizione e utilizzo i prodotti sardi e quelli internazionali. Insieme ai ragazzi dell’Alberghiero per la partecipazione ad un concorso abbiamo realizzato una scultura in cioccolato che rappresentava la città di Iglesias con un fenicottero sardo sopra la scultura e ha vinto il primo premio.