Una donna di stile, un’artista a 360°, sarda ma non troppo perché le esperienze e le persone che vive, le permettono di incrociare città, lingue e culture diverse che racconta nella sua musica partendo sempre dalla sua terra, la Sardegna.

Terre del Ritorno , il nuovo disco di Ambra, uscito il 30 giugno . Il disco ha rispettato le tue aspettative?

Un mio amico mi ha detto

“se tu fai musica, devi farlo per la musica, non per ciò che ti aspetti da essa”

E devo ammettere che questo pensiero mi appartiene, non vivo con l’ansia dell’obiettivo. Vivo con i piedi per terra. La più grande soddisfazione è aver realizzato il disco con un’etichetta discografica che ha creduto in me.

Quanto senti di essere cambiata dal tuo primo disco “Muriga” in termini professionali e personali?

Sono cresciuta artisticamente, sono autrice dei testi e delle musiche. Per realizzare Muriga mi sono affidata a dei musicisti mentre per Terre del Ritorno, ho scritto con loro il disco. Una crescita musicale e anche personale e i sei anni che sono trascorsi dall’uscita del mio primo lavoro discografico, sono stati necessari per raggiungere una maggiore consapevolezza per raccontare ciò che sentivo.

Qual è il brano che ti ha coinvolto in modo particolare?

Probabilmente “Meglio Accussì” , il pezzo è scritto da me in siciliano ed è il sunto di tutto il disco. Racconta la storia familiare di mia madre, ispirato dallo stile di Andrea Camilleri e canto in lingua siciliana. Musicalmente l’idea non è nata da me, ma appena ho sentito il pezzo scritto da Pino Martini, è stato subito amore e con Roberto Scala e Giorgio Rizzi abbiamo lavorato insieme alla stesura definitiva.

Le profonda conoscenza della Sardegna, delle sue tradizioni, quanto influenza la tua musica?

La Sardegna ce l’ho nel cuore. Potrei lavorare ancora tanto sulla nostra Isola ma musicalmente tendo ad andare oltre e superare i confini…

Di recente sui social hai postato i ricordi della tournèe con Vinicio Capossela…

E’ stata un’esperienza unica. Sono partita in torunèe per la promozione dell’album “Marinai, profeti e balene”, pubblicato nel 2011. Ho cantato in un grande spettacolo perché non si possono definire concerti quelli che organizza Vinicio Capossela. La cura di ogni dettaglio, dall’allestimento, alle luci, alla scenografia realizzano un grande concerto – spettacolo.

Ricordo che eri appena diventata mamma…

Si, la mia primogenita a soli sei mesi, ha girato con me tutta l’Italia per la durata della torunèe.

La musica, i tour, conduttrice televisiva, mamma…una domanda nasce spontanea e cito il celebre film con Sara Jessica Parker “Ma come fa a far tutto” ?!

Sono sempre convinta di non fare abbastanza e ho convissuto per tanto tempo con questa ossessione ma ora ho cambiato il mio approccio. Mi organizzo per fare tutto ma a piccoli passi, sposto l’obiettivo più avanti se mi accorgo che prima non riesco a raggiungerlo e gestirlo.

Canti sempre scalza, perfino sul palco di Sanremo avevi i piedi nudi .. non sopporti i tacchi o è un modo per mantenere il contatto con il palco ?

Io provengo dal teatro di sperimentazione dove si lavora scalzi per mantenere il contatto con la terra e poi si, sono scomoda!!

Quale stile preferisci indossare per i tuoi concerti?

Per salire sul palco scelgo uno stile etnico ma non connotato con un luogo esatto.

Un sogno nel cassetto?

Vivere di musica.

Un consiglio ai giovani talenti della Sardegna che desiderano intraprendere la tua strada?

Studiare. Ascoltare. Non essere presuntuosi. Non imitare ma sperimentare. Non avere fretta. Sono punti fermi da tenere presenti per intraprendere questo percorso!! Infine, quando arriva il momento dovete avere il coraggio di coglierlo.